| Baccalà e Stoccafisso
In linea di
massima, il baccalà è il merluzzo conservato sotto sale,
mentre lo stoccafisso è essicato. Tuttavia, nel
Veneto,
in Friuli e nel Trentino, quello che viene chiamato baccalà (e
più comunemente utilizzato nella cucina tradizionale) è lo
stoccafisso, e quindi quello essicato. In Lombardia il baccalà
viene chiamato merluzzo.
| Lo
stoccafisso (dal tedesco Stock fisch - pesce bastone)
disponibile sui nostri mercati proviene dalla Norvegia, più
precisamente dalle isole Lofoten. Il più pregiato è la
qualità "Ragno", dal nome di un esportatore
norvegese.
Lo stoccafisso
deve essere immerso in acqua da cambiare
spesso per almeno 5 o 6 giorni, dipende dalle dimensioni. Ve ne
sono di piccoli per i quali bastano anche 3 giorni. In primo luogo, però, è
necessario sfibrarlo battendolo con un pestello. Chiedete al
rivenditore, spesso è già stato trattato dai grossisti con
appositi macchinari. |
| La
parola "baccalà" deriva invece dallo
spagnolo Bacalao. Da notare che in Portogallo oltre ai prodotti
importati, il "Bacalão"
è a volte un merluzzo di dimensioni ridotte, pescato sul posto e
fatto essicare al vento che non manca mai da quelle parti, sull'Atlantico.
Per dissalare il
baccalà, è necessario asportare il più possibile
il sale rimasto in superficie, quindi lasciarlo a bagno
in acqua possibilmente corrente (oppure cambiata spesso)
per almeno 48
ore, più spesso però ne servono 72. |
Sia il baccalà
sia lo stoccafisso si trovano
già ammollati in pescheria oppure nelle rivendite di prodotti
conservati. Sono comunque intercambiabili: si possono
utilizzare, per tutte le ricette, sia uno che l'altro.
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